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Editoriale
Nel contesto della Società dell’informazione e della comunicazione si è ulteriormente diffuso e rafforzato - anche per effetto delle nuove tecnologie - lo scambio di esperienze e di culture che travalica i confini nazionali storicamente determinati, offrendo nuove possibilità per rispondere alla principale necessità del mondo della cultura e dell’arte: la "contaminazione" tra diversità come elemento vitale per l’affermazione di valori di civiltà e di progresso sociale.

Il rafforzamento della Comunità Europea è una ulteriore occasione per sviluppare e consolidare la natura transnazionale della produzione artistica, pur nella salvaguardia della pluralità delle espressioni culturali che rappresentano la storia e l’identità dei diversi Paesi e delle diverse Regioni.

Ma dai confini dell’Europa appare sempre più necessario andare oltre, guardando alle molteplici condizioni nel mondo, alle diversità economiche, culturali, etniche, politiche e religiose che rappresentano le grandi esperienze dell’umanità; occorre battersi per porre fine alle forme di neocolonialismo che caratterizzano oggi i rapporti fra minoranza ricca del mondo e maggioranza povera. Ma occorre anche riflettere sui danni, prima di tutto culturali, che il colonialismo ha lasciato in eredità ai paesi colonizzati: l’impoverimento delle culture locali, soffocate dalle nuove relazioni economiche e sociali importate in punta di baionetta dall’Occidente, ha trasformato economie sia pure di sopravvivenza, ma autonome ed originali, in economie dipendenti e senza sviluppo, cioè senza futuro. E dove manca il futuro si spegne la speranza a vantaggio della disperazione. Oggi l’Occidente non sa fare di meglio che puntare i propri cannoni contro quella disperazione : occorre quindi una profonda revisione critica sulla condizione di vita e sui valori che caratterizzano lo sviluppo dell’Occidente, su vecchi e nuovi conservatorismi e ciò investe la cultura nella sua funzione principale: offrire alla società il valore della conoscenza e della narrazione rafforzando il ruolo degli intellettuali e degli artisti.

   

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  Anche per questa ragione occorre garantire e tutelare il lavoro delle professioni artistiche.
Pur essendo evidenti le condizioni più favorevoli attualmente esistenti in Europa e nell’Occidente rispetto a situazioni presenti in altre regioni del mondo, dove gli artisti e gli intellettuali condividono con la popolazione oppressioni, emarginazioni e sottosviluppo, tuttavia, nella nostra società, gli Artisti e gli intellettuali non godono di un riconoscimento adeguato al ruolo e alla funzione che essi hanno.

In particolare nel nostro Paese è diffusa la convinzione per cui si sono identificate la Cultura e l’Arte come fattori "sovrastrutturali", costringendo nell’angolo della marginalità attività che, invece, possono essere ricche di opportunità anche dal punto di vista economico. Dobbiamo impedire che si ripetano errori del passato ed evitare che la produzione artistica venga considerata un mero valore "aggiuntivo" non indispensabile per lo sviluppo sociale.

In questo senso l’analisi delle condizioni materiali degli artisti diventa il punto di partenza e per una riflessione sullo stato della produzione culturale in Italia e in Europa e il metro col quale misurare l’impegno delle forze politiche e dei Governi in questo settore.

Perciò è fondamentale l’azione dei Sindacati rappresentativi degli Artisti per sostenere un principio che ancora stenta ad affermarsi nel mondo della politica, in particolare nel nostro Paese: lo sviluppo della produzione culturale non può prescindere dalla condizione di vita e di lavoro degli Artisti.

Per le ragioni suddette riteniamo importante la "Relazione sulla situazione e il ruolo degli artisti nell’Unione Europea" della Commissione per la cultura, la gioventù, l’istruzione e i mezzi di informazione del Parlamento Europeo.

Questo documento fotografa e riassume la condizione degli artisti e individua gli elementi utili - dal punto di vista economico, fiscale, previdenziale e, più in generale, per quanto attiene all’insieme delle protezioni sociali – per una decisa azione dei Governi tesa ad incentivare lo sviluppo e la diffusione di beni immateriali partendo dalla definizione di un insieme di diritti e tutele degli Artisti quale presupposto imprescindibile per un corretto sviluppo del settore.

Nello specifico e in sintesi indichiamo una serie di tematiche che intendiamo ribadire e che esplicitiamo nei punti di seguito riportati:

  • la creazione artistica costituisce il patrimonio culturale del futuro e rappresenta un mezzo di affermazione dell’identità dei popoli europei e di promozione del dialogo universale;
  • la produzione artistica ha un peso specifico nell’economia europea e il settore culturale è una importante fonte di occupazione;
  • la tendenza all’uniformazione dei modi di pensare è il risultato soprattutto della standardizzazione della produzione audiovisiva sottoposta a considerazioni di massima redditività, il che costituisce un pericolo per la diversificazione della creazione e per l’indipendenza dell’artista, col rischio di limitare la libertà di pensiero e di espressione;
  • la Società non ha solamente il dovere, ma tutto l’interesse a sostenere gli artisti, tenuto conto del ruolo indispensabile che essi svolgono per migliorare la qualità della vita nella società e del contributo che forniscono per il consolidamento della democrazia
  • nonostante la produzione e la maggiore diffusione di opere artistiche e il sorgere di vere e proprie industrie culturali, molti artisti vivono ancora in condizioni di vita precarie e comunque non corrispondenti al loro ruolo sociale;
  • il vigore e la vitalità della creazione artistica dipendono soprattutto dal benessere materiale e intellettuale degli artisti in quanto individui e in quanto collettività;
  • cresce la dipendenza degli artisti dal mercato, dato il contenimento di aiuti statali dovuto alla necessità di contenere la spesa pubblica;
  • le scuole d’arte e le accademie non sono abbastanza adeguate per le sfide che presenta la società dell’informazione;
  • le arti debbono diventare accessibili al grande pubblico che deve essere incoraggiato a svolgere un ruolo più attivo; in questo senso le culture minoritarie possono rafforzare la loro identità grazie a un aiuto concesso ai loro giovani artisti;
  • la valorizzazione del tempo libero è un elemento di novità degli ultimi anni e può rappresentare una occasione importante di sviluppo delle attività culturali;
  • il sostegno alla produzione e alla diffusione artistica è tuttora responsabilità dello Stato che dovrà trovare le forme adeguate allo spirito dei tempi;
  • la carriera artistica evolve in generale in maniera discontinua e spesso è solo dopo molti anni che essa si afferma definitivamente;
  • uno dei problemi principali dell’attività artistica sta proprio nella discontinuità della retribuzione da lavoro;
  • dato il tipo di attività gli artisti non possono essere classificati secondo lo stesso schema degli assicurati sociali tradizionali;
  • il sistema fiscale normale può porre gli artisti in gravi difficoltà per il carattere irregolare dei loro redditi;
  • è fondamentale la protezione dei diritti morali e materiali sulle opere, le interpretazioni, esecuzioni o prestazioni artistiche e sull’utilizzazione che ne viene fatta, nonché la necessità di estendere e rafforzare tale protezione;
  • la facilitazione della circolazione internazionale delle opere presuppone una verifica delle diverse legislazioni fiscali nazionali al fine di superare le barriere giuridiche e fiscali che possono ostacolarne la diffusione e favorire la diffusione di nuove forme di cultura;
  • la mobilità, il libero scambio di idee, la capacità di apprendere gli uni dagli altri, la necessità di condividere esperienze e di lavorare, creare ed agire in contesti economici e culturali diversi, costituiscono fattori essenziali dello sviluppo e dello spirito europeo e pertanto una verifica sugli ostacoli alla mobilità nei diversi Paesi è di grande utilità;
  • lo sviluppo dei mezzi di comunicazione multimediali possono essere al tempo stesso una opportunità, ma anche una limitazione ai legittimi interessi degli artisti, creatori e interpreti;
  • l’insegnamento artistico fin dalla più tenera età è fondamentale sia per accrescere l’interesse per le arti sia ai fini educativi.

Per queste ragioni e al fine di favorire un ruolo sempre più autorevole dei sindacati degli artisti, per consentire l’intreccio di esperienze diverse e per offrire all’intero sindacato un luogo di confronto e di dibattito, quattro sindacati, il SAI – il Sindacato Scrittori – il SILF e il SIAM, pur mantenendo le loro rispettive prerogative e autonomie, decidono di costituire un proprio coordinamento.

Il coordinamento avrà prioritariamente il compito di individuare tematiche trasversali e punti comuni tra le diverse realtà con particolare riferimento alle politiche di sviluppo e di formazione delle professioni artistiche, nonché alle politiche rivolte alle Pari Opportunità; alle tutela e alla protezione sociale; alla tutela e alla protezione sindacale; alla tutela e alla protezione delle opere.

Il coordinamento attiverà momenti di confronto con le diverse Associazioni esistenti nel mondo della produzione culturale; dove possibile, stabilirà con queste patti di consultazione e, di volta in volta, di eventuali azioni comuni.

Il coordinamento individua nel Sindacato Lavoratori della Comunicazione il soggetto sindacale col quale stabilire le relazioni necessarie al fine di affermare la propria azione nell’ambito della CGIL.


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